Commiato

Tra le cose non dette nella presentazione di questo blog ne ho taciuta una, ovvero il fatto che thelonious.it era ed è un progetto a tempo. Nato a settembre 2008 chiuderà la sua esperienza oggi nei contenuti, fino a sparire dal web a settembre 2010.

Thelonious.it era nato come contenitore di idee in attesa che mi venisse voglia di riprendere a scrivere su jazzer.it, o meglio, che tornassi a sentire quel luogo come fosse mio. Ora quel momento è arrivato.
Lascio questo spazio alla deriva digitale; una buona parte dei contenuti li ho già importati su jazzer.it, gli altri andranno perduti… poco male.

Ringrazio davvero di cuore voi, pochi amici e lettori che vi siete avventurati tra queste pagine e vi invito a tornare a seguire jazzer.it, ovviamente se vi farà piacere.

Thelonious finisce qui, senza malinconia e senza rimpianti. L’avventura non finisce, continua – anzi riprende – in altri luoghi.


Sentiamo pure il mago Otelma e siamo a posto

Di oggi la notizia che uno scienziato americano è riuscito ad ottenere la prima cellula “sintetica”, ovvero il primo micro-organismo unicellulare – un batterio – creato dalla manipolazione di DNA naturale prelevato da diversi batteri e  “rimescolato” in laboratorio. Di ulteriore interesse è il fatto che il batterio sia in grado di riprodursi da solo.
E’ evidente come l’importanza scientifica della scoperta sia assolutamente rilevante, soprattutto per le implicazioni future che potrà avere. Allora mi chiedo… ma perché nei TG e nei giornali il primo parere su ‘sta cosa non viene chiesto a scienziati, a filosofi, a medici, a ricercatori? Perché in primo piano,  in prima pagina, come primo servizio, come prima opinione bisogna sempre vedere sempre e comunque quella faccia da impunito del cardinal Bagnasco? Capisco il TG1, principale organo mass-mediatico della CEI, ma possibile che anche Repubblica ceda al “gioco” di sentire prima di tutti le Gerarchie? Cosa c’entra un uomo di chiesa con la scienza? Cosa? Sarebbe come pretendere che un dentista diventi esperto di affari costituzionali! Come dite? Già fatto… ah… allora siamo proprio senza speranza in questa provincia italica che ha per capitale la Città del Vaticano!


Jeffrey Eugenides: Middlesex

middlesexL’ho appena finito di leggere e ve lo consiglio.
Non perché il il suo giovane autore greco-americano ha vinto nel 2003 il premio Pulitzer. Non perché parla di un ermafrodita – che ha vissuto i primi 14 anni della sua vita da femmina e poi si scopre maschio – e la cosa potrebbe sembrare morbosetta. Non perché questo romanzo resterà segno indelebile nella grande storia della letteratura mondiale.
Ve lo consiglio semplicemente perché è una bella storia e il suo autore la sa raccontare molto bene e molto scorrevolmente con una prosa ricca, frizzante e  ben studiata, seppure sia lunga 600 pagine. Una storia epica, da saga familiare, eccentrica e spesso sopra le righe; una storia in cui è messo bene in evidenza il senso eroico-comico della vita, in cui il/la protagonista riesce sempre a sdrammatizzare ogni cosa, magari con un moto ironico. Questo romanzo ve lo consiglio perché – dopo tanto destrutturalismo e minimalismo made in USA – potrete assaporare il senso e il piacere del “raccontare”, di soffermarsi sui particolari.
Non potrete non affezionarvi a Calliope/Cal, non potrete fare a meno di gioire delle sue stesse gioie, di stupirvi alle sue scoperte, di provare le sue stesse sensazioni d’amore, di passione, di nostalgia e di sofferenza. Non potrete fare a meno di lanciare il suo stesso sguardo obliquo e divertito sulla vita.


Lavori domenicali

Sì, su Thelonious ultimamente si scrive poco, ma non è che non si è impegnati eh!
Quando non si lavora sulla fotografia, ci si diletta con l’arte culinaria, o meglio ci si prova. Beh, questa è il risultato di oggi: Pollo al curry con riso pilaf. Una ricetta facile direte… sì, ma davvero buona!

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8×1000 avete fatto molto, mo’ basta però

Per una volta, contravvengo ad una delle regole di thelonious per postare questo video che vale molto di più di tante parole…


Pure la comunione ad personam adesso…

Che sia chiaro: non mi importa un fico secco se l’Untodelsignore, pur essendo divorziato (quasi due volte), ha fatto la comunione in pubblico. Ci si strozzasse con quell’ostia, sarebbe pure una bella soddisfazione per una sorta di legge del contrappasso.

Quello che mi fa incazzare è che qualsiasi cosa faccia quest’uomo, anche la più sbagliata, si trovi sempre una scappatoia, un qualcuno che lo assolva. Questa volta ci pensa quell’anima candida di monsignor Fisichella che riesce a fare dire alla propria bocca (sul cervello non si garantisce): “Solo al fedele separato e risposato è vietato comunicarsi, poiché sussiste uno stato di permanenza nel peccato. Ma il presidente, essendosi separato dalla seconda moglie, è tornato a una situazione, diciamo così, ex ante“. In parole povere: ti risposi e stai bene con il secondo coniuge? Niente comunione. Ti separi da quest’ultimo? Vai tranquillo a mangiarti la tua ostia! E’ possibile che nessuno dica all’eminente teologo che sta dicendo un mare di cazzate?
Secondo il diritto canonico della Chiesa il nano “timorato di dio” è ancora sposato con la prima moglie, ma non pare proprio che ad essa si sia ricongiunto in convivenza coniugale, pertanto caro pretazzo la situazione non è “ex ante” proprio per nulla!
Ma certo, al nano si perdona tutto, si nega l’evidenza, sia pure contro ai propri principi – peraltro fin troppo dimenticati – in nome… beh, lo sappiamo tutti in nome di chi, o meglio di cosa la Santaromanamadrechiesa. Ed ogni volta io mi chiedo cosa tiene ancora legati i cattolici seri a questo marcio e vuoto simulacro.


Vic Chesnutt: Flirted with you all my life

(In sedia a rotelle dall’età di 19 anni a causa di un incidente mentre guidava l’auto ubriaco, il cantautore americano Vic Chesnutt ha convissuto per tutta la vita con l’abuso di droghe ed alcool e con un profondo e dilaniante “male di vivere” che ne ha segnato l’esistenza. Le sue canzoni sono cariche di storie di emarginazione, di morte, di abbandono ma anche di surreale ed amara allegria. Vic Chesnutt era un personaggio autentico, puro, fiero e fragile. Ci ha lasciato il giorno di Natale scorso, suicida.
Questa è una sua canzone, bellissima e terribile, dall’ultimo disco del 2009 “At the cut”, quasi un testamento.)

I am a man, I am self aware
And everywhere I go
You’re always right there with me

I flirted with you all my life
Even kissed you once or twice
And to this day I swear it was nice but clearly
I was not ready

When you touched a friend of mine
I thought I would lose my mind
But I found out with time that
Really, I was not ready

Oh death, oh death, oh death
Really, I’m not ready

Oh death you enter me
Death’s unmade those dear to me
And tease me with your sweet relief
You’re cruel and you are constant

When my mom was cancer sick
She fought, but then succumbed to it
But you made her beg for it
Lord Jesus, please I’m ready

Oh death, oh death, oh death
Really, I’m not ready

Oh death, oh death, oh death
Clearly, I’m not ready

— perdonate, la traduzione è mia —

Sono un uomo, ho coscienza di me stesso
E da ogni parte in cui vado
Tu sei sempre accanto a me

Ho flirtato con te per tutta la vita
Ti ho pure baciato una volta o due
E quel giorno giuro che è stato bello ma
Chiaramente non ero pronto

Quando hai toccato un mio amico
Ho creduto che sarei uscito di testa
Ma col tempo ho scoperto che
Veramente, non ero pronto

Oh morte, oh morte, oh morte
Davvero, non sono pronto

Oh morte sei entrata in me
Morte hai distrutto le persone a me care
E mi hai preso in giro con il tuo dolce sollievo
Sei crudele ed insistente

Quando mia madre si ammalò di tumore
Lottò, ma alla fine dovette soccombergli
Ma l’hai fatta supplicare per questo
Signore Gesù, per favore sono pronto

Oh morte, oh morte, oh morte
Davvero, non sono pronto

Oh morte, oh morte, oh morte
Chiaramente, non sono pronto


Telegrafico

Aderisco con estrema convinzione e senza la minima indecisione alla lettera aperta di Fabio Chiusi Stop


Antony and the Johnsons: Man is the baby

Yearning for more than a blue day
I enter your new life for me
Burning for the true day
I welcome your new life for me
Forgive me, Let live me
Set my spirit free
Losing, it comes in a cold wave
Of guilt and shame all over me
Child has arrived in the darkness
The hollow triumph of a tree
Forgive me, Let live me
Kiss my falling knee
Forgive me, Let live me
Bless my destiny
Forgive me, Let live me
Set my spirit free
Weakness sown, overgrown
Man is the baby

—- perdonate, la traduzione è mia —-

Bramando per qualcosa di più di un giorno triste
entro in quella che è per me la tua nuova vita
bruciando per un giorno puro
do il benvenuto a quella che è per me la tua nuova vita
perdonami, lasciami vivere
lascia libero il mio spirito
sprecando, le cose mi arrivano addosso
come una gelida onda di colpevolezza e vergogna
perdonami, lasciami vivere
bacia le mie ginocchia in rovina
perdonami, lasciami vivere
benedici il mio destino
perdonami, lasciami vivere
lascia libero il mio spirito
la debolezza seminata è troppo cresciuta
l’uomo è il neonato.


Jesus and the Mary Chain: Just like honey

Listen to the girl
As she takes on half the world
Moving up and so alive
In her honey dripping beehive
Beehive
It’s good, so good, it’s so good
So good

Walking back to you
Is the hardest thing that
I can do
That I can do for you
For you

I’ll be your plastic toy
I’ll be your plastic toy
For you

Eating up the scum
Is the hardest thing for
Me to do

Just like honey (x 17)

—– perdonate, la traduzione è mia —-

Fai attenzione alla ragazza
come sfida mezzo mondo
facendo carriera così vivacemente
nel suo alveare gocciolante di miele
alveare
va davvero bene

Camminare dietro di te
è la cosa più difficile che
riesco a fare
che riesco a fare per te
per te

Sarò il tuo giocattolo di plastica
sarò il tuo giocattolo di plastica
per te

Mangiare tutta la feccia
è la cosa più difficile
da fare per me

come fosse miele