Ho una musica in testa…

A proposito dell’amore per la musica di cui si diceva nel post precedente, il grande Bobby McFerrin dimostra come sia possibile per una persona calcolare automaticamente le estensioni delle note musicali. La cosa stupefacente non è tanto che questo avviene per una singola persona, ma per un’intera odience all’unisono.

Che fa Bobby? Semplicemente associa determinate posizioni sul palcoscenico a delle note musicali che vengono cantate dal pubblico; fatto questo si mette in posizioni diverse e il pubblico – tutto insieme – canta una nuova nota che corrisponde alla nuova posizione.
Alla domanda se ciò che è successo è un caso magari legato al momento contingente, McFerrin risponde che questo comportamente l’ha riscontrato in tutto il mondo, a prescindere dalla cultura dell’odience; sembra, quindi, che che ciascuno di noi, semplicemente nel proprio inconscio, sia mentalmente programmato per riconoscere e concatenare determinate frequenze, scartando quelle non corrette e associando quelle musicalmente più valide, così da estrinsecare una sorta di estetica musicale universale.

Guardatevi il video perché è davvero interessante:

World Science Festival 2009: Bobby McFerrin Demonstrates the Power of the Pentatonic Scale from World Science Festival on Vimeo.


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