
Dopo un’attesa che durava da 4 anni – tanti ne sono passati dall’ultima fatica discografica del nostro ovvero “Snow borne sorrow” targato Nine Horses e 6 dall’ultimo progetto a proprio nome (ovvero “Blemish”) – esce il tanto atteso “Manafor”, disco che negli intenti di Sylvian dovrebbe introdurre nuovi elementi nel suo già ricco ed articolato mondo sonoro.
Il disco dovrebbe uscire lunedì 14 ma – non so perché – il mio pusher di fiducia l’aveva già ieri.
Non l’ho ancora ascoltato, conto di farlo oggi pomeriggio e poi ancora in seguito più volte prima di parlarne (come sono solito fare), ma quello che mi ha subito colpito sono i collaboratori: Sylvian, lo sappiamo, è uso contornarsi di uno stuolo di ottimi collaboratori che sappiano valorizzare al meglio le sue idee, ma che allo stesso tempo le arricchiscano con la loro professionalità e sensibilità. Anche in questo disco Sylvian non fa eccezione, ma scorrendo la lista (numerosa) dei nomi si nota che, tranne il genialoide austriaco Christian Fennesz, essa è formata tutta da nomi nuovi; spicca in modo particolare l’assenza di Steve Jansen, il fratello percussionista da sempre musicalmente simbiotico con il nostro.
Per ora solo questo appunto, in seguito maggiori particolari… tanto lo sapete che Sylvian per me è musicalmente un punto di riferimento.


Comprerò anch’io questo disco, la curiosità è tanta. Aspetto comunque un tuo prossimo post sull’argomento. Ciao!
Scritto da Mat | settembre 12th, 2009.
Cia Mat, benvenuto. Purtroppo per me il disco l’ho ascoltato… dico “putroppo” perché le aspettative erano tante e forse era meglio restassero tali.
La prima sensazione è di estrema durezza… presente Blemish? Ecco, peggio!
Credo ci vogliano molti e molti ascolti per entrare in sintonia (o non entrarvi affatto!) con questo disco e di conseguenza parlarne.
Vedremo
Scritto da thelonious | settembre 12th, 2009.
Essì, so che non è un lavoro facile, così come non lo è “Blemish”. Penso che sia uno di quei dischi che bisogna proprio aver voglia d’andarsi a sentire, non certamente un facile dischetto che mettiamo in sottofondo appena svegli. Però tanto di cappello a David che, dopo molti anni sulle scene, ha ancora il coraggio (e la classe) per rimettersi in discussione.
ps: c’è anche l’edizione limitata di “Manafon” che mi stuzzica però ho già fatto troppe spese ultimamente. Vedremo…
Scritto da Mat | settembre 12th, 2009.
visto, pure LKuca Sofri:
http://www.wittgenstein.it/2009/09/14/manafon/
Scritto da Robiciattola | settembre 14th, 2009.