Jeffrey Eugenides: Middlesex
L’ho appena finito di leggere e ve lo consiglio.
Non perché il il suo giovane autore greco-americano ha vinto nel 2003 il premio Pulitzer. Non perché parla di un ermafrodita – che ha vissuto i primi 14 anni della sua vita da femmina e poi si scopre maschio – e la cosa potrebbe sembrare morbosetta. Non perché questo romanzo resterà segno indelebile nella grande storia della letteratura mondiale.
Ve lo consiglio semplicemente perché è una bella storia e il suo autore la sa raccontare molto bene e molto scorrevolmente con una prosa ricca, frizzante e ben studiata, seppure sia lunga 600 pagine. Una storia epica, da saga familiare, eccentrica e spesso sopra le righe; una storia in cui è messo bene in evidenza il senso eroico-comico della vita, in cui il/la protagonista riesce sempre a sdrammatizzare ogni cosa, magari con un moto ironico. Questo romanzo ve lo consiglio perché – dopo tanto destrutturalismo e minimalismo made in USA – potrete assaporare il senso e il piacere del “raccontare”, di soffermarsi sui particolari.
Non potrete non affezionarvi a Calliope/Cal, non potrete fare a meno di gioire delle sue stesse gioie, di stupirvi alle sue scoperte, di provare le sue stesse sensazioni d’amore, di passione, di nostalgia e di sofferenza. Non potrete fare a meno di lanciare il suo stesso sguardo obliquo e divertito sulla vita.


Albert Camus: Lo straniero
Gabriel Garcia Marquez: Cent’anni di solitudine
Isaac Asimov: La fine dell’eternità
Marco Ferrari: I sogni di Tristan
Bruce Chatwin: Le vie dei canti