Una volta avevo un blog… anzi un sito web completo anche di un blog. L’ho portato avanti per anni, anche con un discreto successo “di critica e di pubblico” (direbbero quelli che parlano per frasi fatte).
Poi qualcosa si è rotto.
Poi qualcosa non è andato per il verso giusto.
Quel blog, quel sito non erano più “divertimento”, erano altro. Lavoro quasi.
Guai a prendersi troppo sul serio. Sì, questo è avvenuto: ho iniziato a prendermi troppo sul serio e quello che doveva solo essere un passatempo, ha preso il sopravvento.
Io dovevo scrivere.
Avevo delle scadenze fisse.
Ci si aspettavano da me cose (o magari pensavo io che qualcuno si aspettasse da me cose… che poi magari nella mia testa era lo stesso).
Eccolo allora Thelonious.
Thelonious Monk si prendeva sul serio, ma molto sul serio. Ma allo stesso tempo sapeva giocare. Con se stesso e con gli altri.
E quando giocava con i suoi ritmi sghimbesci che faceva Thelonious? Ci metteva una pausa… nel punto più strano, in quello più inaspettato Thelonious si bloccava, lasciava le frasi sospese.
Ho deciso di ripartire… nessun progetto questa volta. Scrivere quando mi pare, come mi pare e soprattutto per chi mi pare. Ovvero per me.
Scrivere concentrato, che tanto la rete non consente lunghezze. Non è la sua natura.
La rete è veloce, concisa, rapida. Breve.
In rete non si perde tempo a leggere. Le righe non sono mai troppo poche, ce n’è sempre una in più che avanza. Quindi mi fermo qui per ora, che già ho esagerato.
Au revoir

