Lamentazioni

Tu, ex-dipendente pubblica, che ti lamenti perché la tua pensione è bassa (740 euro al mese d’accordo non sono un patrimonio, ma c’è chi vive con molto, molto meno), hai mai fatto caso a qualche altro piccolo particolare?
Ad esempio che tu quella pensione ce l’hai avuta dopo solo 19 anni e 9 mesi di lavoro (pure a 20 te li arrotondano!) che non sono proprio molti… o ad esempio che vai ogni mese in ufficio postale a ritirare la tua “pensioncina” dall’agosto del 1983 e che, quindi, sono quasi 27 anni che la percepisci… o ad esempio, fatto piuttosto destabilizzante, che nel famigerato agosto 1983 tu avevi solo 39 anni!

Ti rendi conto? Da quando hai 39 anni percepisci una pensione dignitosa, potendo fare qualsiasi tipo di lavoro senza alcun tipo di riduzione e ora che ne hai 66 ti lamenti perché è troppo bassa?
Lo so, lo so che te l’ha consentito la legge, ma capisci anche tu da sola che c’è qualcosa che non va, vero? No eh? I diritti “acquisiti dici”? Certo, certo, chiamiamoli pure così, però due conti falli e vedi di confrontare ciò che hai avuto tu con ciò che hanno i pensionati oggi, o che avranno in un futuro breve, e vedi almeno di renderti conto e di ammettere l’immenso culo che hai avuto per tutti questi anni e che continuerai ad avere, perché mica te la tocca nessuno la tua pensione. Solo questo ti chiedo; per il resto goditi il “frutto del tuo lavoro” (sì, è sarcasmo puro questo).

E poi dicono “poveri pensionati”… mah…


La goccia (di merda) che ha fatto traboccare il vaso

Niente comunione a Vendola (ma la vorrà poi?) che i culattoni sono da bollare. Scomunica ai cattolici che si sposano civilmente. Via i musulmani che sono indistintamente una massa di violenti. E via pure agli ebrei che non sono più i fratelli maggiori, ma una mala pianta.

Sto delirando? Io no, ma il Vescovo Emerito di Grosseto Monsignor Giacomo Babini, sì, visto che è lui l’autore di cotanto illuminato pensiero.
Mancano solo i roghi in piazza riservati a streghe e blasfemi e siamo ritornato in un balzo solo al più bieco medioevo.
E brava Sua Eminenza fetentissima… se è arterosclerosi galoppante pazienza, gli si tolga la possibilità di dire queste immense cazzate, se invece questo idiota parla davvero a nome della Santa Chiesa Cattolica, sarà meglio davvero che tanta e tale feccia venga sradicata dalle sue fondamenta e che ci venga tolto da sotto il naso questo insopportabile olezzo di merda.

ipse dixit


Sapere per combattere

E’ umano, è normale restare schoccati dal diverso, ma poi bisogna ragionare, sforzarsi di capire, elaborare, superare la paura chiedendosi perché si ha paura e perché ce l’hanno gli altri. Si lotta contro la paura con il sapere, non con la forza o con una paura ancora più grande.

(Tahar Ben Jelloun)


Avatar

D’accordo… la storia banalotta, gli effetti speciali strepitosi (Oscar assicurato), la deriva ecologista, i personaggi tagliati con l’accetta, il digitale che fa molto effetto “video-game”, i trailer dai quali si capiva già tutto, ma a me Avatar è piaciuto e molto anche.

Solo… ma questi cazzo di occhiali per il 3D (peraltro abbastanza inutile) da tenere su per 2 ore e mezza abbondanti, proprio non si reggono!

(Si accettano scommesse su quando vedremo Avatar 2)


Fabrizio De André: Un giudice

Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente,
o la curiosità d’una ragazza irriverente
che vi avvicina solo per un suo dubbio impertinente:

vuole scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù la più indecente.

Passano gli anni, i mesi, e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano è una carogna di sicuro perché
ha il cuore troppo troppo vicino al buco del culo.

Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami diventai procuratore
per imboccar la strada che dalle panche d’una cattedrale
porta alla sacrestia quindi alla cattedra d’un tribunale
giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male.

E allora la mia statura non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi mi diceva “Vostro Onore”,
e di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi nell’ora dell’addio
non conoscendo affatto la statura di Dio.


Schiavitù, Italia 2010

Dire che la situazione della schiavitù in Calabria, Puglia e Campania non fosse conosciuta è una solenne bugia (ricordo, tra le altre cose, lo schoccante reportage di Fabio Gatti di qualche anno fa sull’Espresso).
Dire che, in un Comune che da anni è senza giunta comunale in quanto commissariato per mafia, il problema sono gli immigrati è quantomeno “bizzarro”.
Dire che è inammissibile che delle persone (lo evidenzio che serve) ridotte allo stremo tirino fuori il coraggio e si ribellino ai loro sfruttatori – quindi alla mafia stessa – e che sia consentito alla popolazione dar loro contro a colpi di spranga e di pistola è una solenne idiozia.
Dire che, conosciute le loro disperate condizioni di vita, le percosse, gli spari, “c’è troppa tolleranza nei confronti degli immigrati” come ha fatto il ministro dell’interno, è da dementi.
Dire che è stata riportata la legalità è una pura menzogna detta da chi sa che sta mentendo… e neppure gli importa che si veda.
Dire che da tutta questa storia la mafia si è rafforzata, purtroppo, è la verità.
Tutto questo è successo. Oggi, anno 2010. In Italia.


San Bettino da Hammamet

Spero che abbiate assistito anche voi ieri sera su RAI2 alla beatificazione di Bottino Craxi gentilmente offerta da quell’anima candida di Giovanni Minoli (che sappiamo bene da che parte propende). Lo spero perché è stato un bellissimo esempio di televisione del dolore (o dell’assurdo, fate voi) con tutti i suoi amichetti pregiudicati guidati dal fino Martelli, passando dall’animuccia candida di De Michelis fino alle pie figure di Pillitteri e Signorile, che tessevano le lodi del loro ex prode condottiero, che – vale la pena dirlo – ha chiuso la sua  brillante carriera politica in latitanza all’estero con la sua bella decina di anni di carcere sulle spalle.
Io, confesso, non ce l’ho fatta a seguire il programma fino alla fine; sono stato sopraffatto dallo schifo quando un pimpante mr. B. se n’è uscito dicendo che a lui Bottino “non lo ha mai aiutato”.
Ecco a quel punto è risultato chiaro che un Paese che non sa capire i propri errori e pertanto che non riesce a superarli non è un Paese normale.


Marlene Kuntz: Nuotando nell’aria

Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
è la tua pelle ciò che sento nuotando nell’aria.
Odori dell’amore nella mente dolente, tremante, ardente:
il cuore domanda cos’è che manca
perchè si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora.

Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell’aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.
Intanto l’aria intorno è più nebbia che altro
l’aria è più nebbia che altro

E’ certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perchè tu non ci sei.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai…


Disadattati

Alcuni giorni fa mi è capitato di dover fare una discussione (animata) sull’immigrazione con un microcefalo (umano eh!), ovviamente leghista, ovviamente razzista (ma lui non lo sa) e, altrettanto ovviamente, di bassa cultura. Discussione… beh, è una parola grossa definire tale gli sproloqui di un tizio che chiama indistintamente “porco” qualsiasi immigrato, che vorrebbe vedere morto chiunque non sia dichiaratamente solo eterosessuale, che gli handicappati “purtroppo sono un peso”, che vorrebbe far sparire dalla faiccia della terra qualsiasi religione diversa dalla cattolica, pur non praticandola. In parole povere un tizio che davanti al “diverso”, allo straniero, a qualsiasi cosa che devii anche solo leggermente dalla sua normalità reagisce mettendo a nudo la sua paura.

Paura del diverso… è questo il problema di questo tizio e di tutti quelli come lui: sono loro ad essere i diversi, i disadattati, gli stranieri che non si rendono conto che si stanno muovendo dentro ad un mondo in costante e necessario cambiamento e restano attaccati disperatamente alle loro vecchie concezioni e certezze che si vanno sgretolando.

Questa gente non mi fa più neppure incazzare (se si eccettuano quelli che ci governano)… mi fanno pena invece, perché sono loro i rifiuti della società, coloro che ne vivono ai margini.


Il musicista del decennio “zero”

Nel penultimo post ho indicato quelli che sono i dischi che hanno caratterizzato il mio decennio; la scelta è stata davvero difficile  ma appositamente ho lasciato fuori quelli di un musicista che credo possa essere indicato come il musicista di questi dieci anni “zero” appena conclusi. Lui è Esbjörn Svensson, leader dell’omonimo trio.
Svensson il 14 giugno 2008 ci ha lasciato a 44 anni per un assurdo – e ancora inspiegato – incidente durante un’immersione; con lui il jazz e la musica intera hanno perso una delle figure più innovative, carismatiche e emozionanti.
Svensson, assieme ai suoi compagni Magnus Oestrom e Dan Berglund, ha saputo dare un indirizzo del tutto originale ed inedito al classico trio jazz piano/contrabbasso/batteria; operando un approccio del tutto personale alla composizione e sviluppo dei brani  e, introducendo – con moderazione ed intelligenza – scampoli di elettronica, ha saputo creare una miscela esplosiva fatta da una solida base improvvisativa di stampo jazzistico sulla quale ha innestato riff di matrice rock, elementi presi dalla musica colta del ‘900, dalla tradizione nordica, annullando confini e stili con un percorso di costante evoluzione, ben evidente scorrendo la sua discografia che riporto alla fine di questo post.
Per me è sua la musica del decennio passato. Lui è IL musicista e l’uomo – del quale ho conosciuto la squisita gentilezza e disponibilità – che ricorderò con maggiore forza ed emozione. Grazie, ovunque tu sia.

Discografia completa dell’Esbjörn Svensson Trio

  • When everyone has gone (Dragon) 1993
  • Play Monk (Act) 1996
  • Winter in Venice (Act) 1997
  • From Gagarin’s point of view (Act) 1999
  • Good morning Susie Soho (Act) 2000
  • E.S.T. – live ‘95 (Act) 2001
  • Strange place for snow (Act) 2002
  • Seven days of falling (Act) 2003
  • Viaticum (Act) 2005
  • Tuesday wonderland (Act) 2006
  • Live in Hamburg (Act) 2007
  • Leucocyte (Act) 2008